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  Un linguaggio evoluto?  
 
adattata da The Human Career, The University of Chicago Press – Neandertal e uomo moderno in Medio Oriente
Neandertal e uomo moderno in Medio Oriente

La contemporanea presenza dell’uomo di Neandertal e dell’uomo moderno in Europa, a partire da circa 40.000 anni fa, e la simultanea estinzione di Neandertal, hanno fatto pensare che Neandertal sia stato sterminato dall’uomo moderno. Non vi è in realtà alcuna indicazione di scontri fra questi diversi gruppi umani (dalle indicazioni che ci vengono dalla preistoria, la guerra sembra essere stata un’invenzione comparsa solo negli ultimissimi millenni). Abitavano, oltretutto, parti abbastanza diverse del continente (con Neandertal sempre più a nord di sapiens sapiens).

Sulla scomparsa di Neandertal si sono fatte varie supposizioni, ad esempio che si sia estinto perché i bambini tendevano a nascere con un cranio sempre più grosso, troppo per il canale del parto della madre, che aveva difficoltà a partorire.

È anche possibile che, più semplicemente, Neandertal sia scomparso per la stessa ragione per cui in Africa sono rimasti solo i discendenti dell’uomo moderno e sono scomparse tutte le altre popolazioni che avevano abitato in passato il continente: non avrebbero retto alla concorrenza con Homo sapiens sapiens, che si è rivelato molto più capace di loro di adattarsi all’ambiente e di sopravvivere e riprodursi.

In questi anni si è fatta strada un’ipotesi suggestiva: che sia stato lo sviluppo di un linguaggio evoluto a fornire a Homo sapiens sapiens lo strumento vincente, per così dire, che gli ha permesso di rimpiazzare ogni altro tipo umano (per un semplice fatto demografico, senza che ciò comporti sistematici scontri cruenti). È facile immaginare quale importanza abbia rivestito per un gruppo umano lo sviluppo di un linguaggio perfezionato. Ma di questo a più avanti.

adattata da The Human Career, The University of Chicago Press – ossa mano Neandertal (Shanidar 4) e moderno (Qafzeh 9)
ossa della mano di Neandertal (a sinistra)
e di uno dei primi uomini moderni

cultura

Non sappiamo quando sia nato il linguaggio, ma troviamo una tale varietà di forme di comunicazione vocale e gestuale nelle scimmie più simili a noi, gli scimpanzè, da ritenere che qualche forma di buona comunicazione abbia accompagnato l’uomo fin dalla sua comparsa.
Il linguaggio umano odierno, però, permette una forma di comunicazione di qualità, precisione e ampiezza assolutamente superiore ad ogni altro sistema di comunicazione esistente in natura. La capacità di produrre concetti è evidentemente legata al particolare sviluppo ricevuto dal cervello e dall’insieme del sistema nervoso nella nostra specie, ma ad essa si accompagna una capacità di fonazione fine e articolata, che ci consente di produrre un’ampia gamma di suoni, molto variati per frequenza, per intensità, per timbro.

Neandertal, La Ferrassie e uomo moderno, Moravia, 31.000 anni fa
due antichi europei:
un Neandertal vissuto in Francia intorno a 70.000 anni fa
(a sinistra) e uno dei nuovi arrivati che ne avrebbero
preso il posto a partire da 40.000–35.000 anni fa

È stato rilevato che la conformazione degli organi di fonazione in Neandertal era diversa dalla nostra, e presumibilmente gli avrebbe consentito di produrre solo una gamma alquanto limitata di suoni. Solo le ossa talvolta si conservano, quando subiscono un processo di fossilizzazione, ed è molto difficile ricostruire, a partire dalle ossa, quale fosse la struttura delle parti molli del corpo, quali la laringe, che è l’organo che permette la fonazione. Se però questa osservazione è vera, starebbe a dire che a Neandertal mancava anche la base biologica necessaria per produrre un linguaggio come il nostro. Nulla impedisce però che avesse sviluppato un’eccellente comunicazione gestuale.

Neandertal e l’uomo moderno, cioè Homo sapiens neanderthalensis e Homo sapiens sapiens, sono stati designati (come risulta dal nome) come due sottospecie della specie fossile sapiens, genere Homo. Naturalmente, questa assegnazione è stata fatta in base a dati morfologici, per via della relativa similarità fra i due tipi umani, nonostante alcune marcate differenze, e per via della loro contemporanea presenza fra i 100.000 e i 35.000 anni fa. Alcuni, per la verità, non concordano con questa interpretazione, e ritengono che Neandertal sia piuttosto il discendente dell’Homo erectus che aveva abitato Asia ed Europa prima di lui.

Natura, Einaudi Scuola – organi di fonazione scimpanzé, australopiteco, uomo
organi di fonazione nello scimpanzé, nell’australopiteco e nell’uomo moderno

Se appartenevano alla stessa specie, ci si è chiesti a lungo, è possibile che si siano incrociati e abbiano avuto discendenti fertili? In questo caso, i geni di Neandertal sarebbero giunti fino a noi. Analisi compiute su campioni di DNA ricavati da fossili di Homo sapiens neanderthalensis in questi ultimi anni hanno però mostrato che fra gli europei moderni non vi è traccia genetica dei Neandertal.